Visione distorta delle immagini: maculopatia miopica
Se convivi con una miopia elevata, sai che i tuoi occhi hanno bisogno di attenzioni particolari. Tra le condizioni importanti da conoscere c’è la maculopatia miopica: una patologia poco conosciuta, ma su cui vale la pena fare chiarezza.
Sintomi della maculopatia miopica
I sintomi della maculopatia degenerativa miopica spesso si sviluppano lentamente, e all’inizio possono passare inosservati. In generale, sono simili ai sintomi della maculopatia senile, sebbene le due patologie abbiano origini diverse.
I più comuni sono:
- Visione distorta delle immagini: le linee rette sembrano curve o ondulate: è uno dei campanelli d’allarme più importanti.
- Macchia scura al centro del campo visivo: si parla di scotoma centrale. È come guardare attraverso un’ombra che si sovrappone a ciò che si vuole mettere a fuoco.
- Calo della visione centrale: difficoltà a leggere, riconoscere volti o guidare. La visione periferica invece rimane integra.
- Colori meno vividi: i contrasti appaiono ridotti.
Nella maculopatia miopica questi sintomi coesistono per forza con la miopia elevata.
Cause della maculopatia miopica
La maculopatia miopica non è legata all’età, infatti può comparire già tra i 30 e i 50 anni. La sua causa principale è la presenza di una miopia elevata, generalmente superiore alle 6 diottrie.
In questo tipo di occhio, il bulbo oculare è più allungato del normale. Un tale stiramento tende le strutture retiniche del fondo dell’occhio e finisce per indebolirle. A seconda dei danni, si può parlare di maculopatia miopica atrofica, o maculopatia miopica essudativa.
La maculopatia miopica atrofica è la forma più comune e lenta. L’allungamento del bulbo causa un progressivo assottigliamento e degenerazione degli strati retinici e della coroide. Un’altra conseguenza è la formazione di uno stafiloma posteriore, ossia una protrusione del polo posteriore dell’occhio. Ciò significa che quest’area può indebolirsi e cedere man mano verso l’esterno deformandosi.
La maculopatia miopica essudativa (o neovascolare) è meno frequente ma più aggressiva. Si verifica con le micro-rotture della membrana di Bruch (lacche miopiche). In risposta a queste lacerazioni, sotto la retina possono crescere dei vasi sanguigni anomali e fragili: è il fenomeno della neovascolarizzazione coroideale miopica. I nuovi vasi possono perdere liquido o sanguinare, causando un danno rapido e più grave alla visione centrale.
In generale, chi ha uno o entrambi i genitori con miopia elevata ha un rischio maggiore di sviluppare la maculopatia miopica. Anche la progressione rapida della miopia in giovane età è un fattore da monitorare attentamente.
In presenza di miopia elevata e sintomi riconducibili alla maculopatia, occorre quindi consultare tempestivamente l’oculista per accertare la propria condizione attraverso esami diagnostici. Vediamo meglio quali.
Diagnosi della maculopatia miopica
La diagnosi della degenerazione maculare miopica avviene con una visita oculistica completa e alcuni esami strumentali tra cui:
- OCT (Tomografia a Coerenza Ottica): l’esame più importante. Permette di “fotografare” le singole cellule della retina, rilevando assottigliamenti, rotture o la presenza di liquido sotto la macula, anche prima che compaiano i sintomi
- FAF: autofluorescenza retinica
- Test di Amsler: una griglia di linee rette su cui fissare un punto centrale. Se le linee appaiono distorte o mancanti, può esserci maculopatia. Si tratta di un test veloce e utile per monitorare i sintomi anche a casa, ma non sostituisce gli altri esami clinici.
La diagnosi precoce fa una differenza enorme nel rallentare i danni attraverso il trattamento più adatto.
Ha una miopia elevata e vuole un controllo della macula?
La diagnosi precoce è il primo passo per rallentare la progressione della maculopatia miopica. Può scrivere al coordinatore di studio o prenotare direttamente una visita specialistica.
Cura della maculopatia miopica
Proprio come per la maculopatia senile, ad oggi non esiste una cura definitiva per la maculopatia miopica degenerativa. Tuttavia è possibile rallentare la sua progressione con trattamenti diversi a seconda che si tratti di degenerazione atrofica o essudativa.
Alcuni casi di maculopatia miopica atrofica possono beneficiare della iontoforesi (iontoretina): una procedura ambulatoriale indolore e non invasiva, talvolta usata anche per la maculopatia senile secca nelle fasi iniziali. Utilizza una debole corrente elettrica per veicolare luteina attraverso i tessuti oculari fino alla retina. A differenza di un integratore orale, che arriva alla retina in quantità ridotte dopo la digestione, la iontoforesi offre una concentrazione molto più alta del principio attivo esattamente dove serve.
Le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF di ultima generazione (vabysmo) sono invece il trattamento d’elezione per la maculopatia miopica essudativa (o neovascolare). I farmaci vengono iniettati nell’occhio (non è doloroso come si teme) e bloccano la crescita dei vasi anomali. In alcuni casi, la risposta a questi farmaci è spesso molto buona. Infatti, i nuovi vasi sanguigni sono più piccoli e localizzati rispetto a quelli che si formano nella maculopatia senile. Ciò richiede di norma un numero di cicli inferiore per vedere i primi risultati.
Alla luce di queste informazioni, ricordiamo comunque che nessun trattamento è del tutto risolutivo. Solo l’oculista può valutare il percorso migliore per rallentare la progressione della maculopatia, affiancando alle cure un monitoraggio continuo e un eventuale supporto nutrizionale con integratori mirati per mantenere in salute le cellule dell’occhio.
Perché la maculopatia miopica è diversa dalla maculopatia senile
Come già accennato, la maculopatia miopica ha cause diverse dalla maculopatia senile (o degenerazione maculare legata all’età). Benché simili per alcuni aspetti, le due patologie non devono infatti essere confuse.
La maculopatia senile colpisce le persone over 60 ed è causata dall’invecchiamento delle cellule della retina. Esiste in forma secca o atrofica (più lenta e progressiva, con drusen nella macula) e in forma umida o essudativa (più aggressiva, con vasi sanguigni anomali sotto la retina).
Ci sono comunque degli elementi che accomunano le due maculopatie, e sono principalmente:
- Sintomi visivi simili in presenza della patologia
- La zona colpita, ovvero la macula (l’area della retina responsabile della visione centrale)
- La natura degenerativa: se non gestite, entrambe le forme tendono a peggiorare col tempo
Sebbene non esista una cura definitiva per la maculopatia in generale, è importante rivolgersi all’oculista e seguire trattamenti mirati per mantenere una buona qualità di visione. In questo modo, è possibile rallentare l’evoluzione della patologia e conservare così una buona qualità di vita.
Lo studio oculistico Severino e la maculopatia miopica
Il Dr. Dario Severino si occupa da anni di degenerazione maculare in tutte le sue forme, inclusa quella miopica. Ogni paziente viene valutato con esami mirati — OCT, autofluorescenza, test di Amsler — per definire con precisione lo stadio della malattia e le opzioni terapeutiche disponibili per quel caso specifico. Quando indicato, il percorso può includere la ionoforesi sclerale con luteina per la forma atrofica o le iniezioni anti-VEGF per la forma essudativa, sempre nell’ambito di un programma personalizzato e monitorato nel tempo.
Ha una diagnosi di maculopatia miopica o convive con una miopia elevata non monitorata? Scriva al coordinatore di studio o prenoti una visita. Qui sotto trovi i prossimi appuntamenti disponibili a Pisa, per le altre sedi, clicchi qui per tutte le informazioni.